Manchester City: nuova fine. Nuovo inizio

L’eliminazione del Manchester City ai playoff di Champions League è solamente la punta dell’iceberg di una stagione iniziata con il piede sbagliato e che sta proseguendo ancora peggio. Per i ragazzi di Guardiola, il rischio di una stagione con 0 titoli è ora altissimo.
QUALCUNO GUARISCA RODRI
Che Rodrigo Hernandez Cascante sia uno dei giocatori più imprescindibili di questo calcio (nonché pallone d’oro) è un dato ormai appurato; che senza di lui una squadra come il Manchester City sia giustificato ad essere fuori corsa da ogni competizione (salvo FA Cup), questo no.
Come può una società che spende 175 milioni nel mercato invernale avere come alibi l’infortunio di un calciatore, seppur il più forte al mondo? La risposta è sicuramente che non si può avere questo tipo di alibi a questi livelli. La cosa a cui invece si può dar credito a Pep Guardiola è che il City sta inevitabilmente cambiando pelle: i senatori avanzano di età e il cambio generazionale è ormai obbligatorio.
Se da una parte tutti questi innesti giustificano il lavoro e di conseguenza i risultati deludenti in questa stagione dei Citizens, dall’altra alimentano le critiche da parte dei detrattori del tecnico nato a Santpedor: “Vince solo con i grandi giocatori”, “Vince solo quando ha la squadra più forte”: tra le frasi utilizzate dai detrattori del tecnico spagnolo ci sono senza dubbio queste. Frasi che ovviamente non rispecchiano la straordinaria carriera di Pep ma, in un momento difficile come questo, prendono sempre più risonanza.

PERCHÈ L’ASSENZA DI RODRI È STATA COSÌ PESANTE?
Partendo dal presupposto che un giocatore come il pallone d’oro in carica è pressoché insostituibile, il lavoro che Rodri ha svolto, e che tornerà a svolgerà non appena rientrerà, è molto spesso un lavoro che agli occhi dei più non si nota. Un lavoro che copre a 360 gradi tutto quello che accade in campo, dalla fase difensiva e di interdizione a quella di ripartenza e costruzione.
Rodri è per distacco il giocatore in più in fase di impostazione, nonché il giocatore che tocca più palloni quando è in campo. La particolarità che lo contraddistingue dai suoi colleghi di reparto, elevandolo all’elité del calcio, è la sua capacità oltre che di iniziare anche di concludere l’azione.
Una freddezza e una cinicità rara per un giocatore del suo ruolo (vedi la finale di Istambul contro l’Inter).
RIPARTIRE: LA STRADA È TRACCIATA
Una stagione no può certamente capitare, ma la sensazione che il ciclo d’oro del Manchester City di Guardiola sia giunto al capolinea è sicuramente molto fondata.
Il tempo, come in qualsiasi cosa, sarà necessario ma, sicuramente il potenziale già presente in rosa è di altissimo livello. Ci sono giocatori che nonostante siano alla prima esperienza in un top club come Savinho e Marmoush hanno già dimostrato di poter stare in questo palcoscenico.
Il lavoro per Guardiola o per il suo successore, non sarà un processo poco complesso. La rosa sarà sempre molto competitiva e, Rodri sì o Rodri no, l’obiettivo sarà quello di non essere fuori dalle lotte che contano già a metà Febbraio.


